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mercoledì 25 maggio 2022

LA STRADA DELLA FELICITA'


 LA FELICITA' ? 

  QUESTIONE 

DI STILE !


Enzo Bianchi nel suo scritto “Le vie della felicità” evidenzia che noi tutti, come cristiani ma ancor prima come donne e uomini, dobbiamo avere come obiettivo di tendere alla felicità, desiderare di vivere una vita felice nonostante tutto, avere la forza ma anche la costanza di praticare quella che Bianchi definisce come la ricerca del senso.

Nella prefazione del saggio di Bianchi si legge: “solo quando gli uomini conoscono una ragione per cui vale la pena perdere la vita, cioè morire, essi trovano anche una ragione per spendere quotidianamente la vita e, di conseguenza, sono felici. Ebbene, le beatitudini aiutano a scoprire questa ragione e così consentono di dare un senso alla vita, anzi conducono al senso del senso”.

Le beatitudini

L’intera esperienza umana di Gesù non è altro che la testimonianza di come è possibile agire nella logica espressa nel Vangelo delle beatitudini.

Gesù mostra all’uomo uno stile di vita, dove la parola “stile” tanto cara a molti, sempre più distante dal linguaggio e dalla comprensione di tanti nostri ragazzi (ed anche adulti), consiste nell’orientare la propria vita ai valori che esaltano la dignità umana e si concretizza in comportamenti ed atteggiamenti coerenti con questa scelta.

In questo tempo particolare, caratterizzato da eventi tragici e difficilmente comprensibili, trovo provocatoria la terza beatitudine citata nel Vangelo di Matteo: Beati i miti perché erediteranno la terra.

La mitezza

La mitezza è lo stile con il quale Gesù dialoga con l’altro, soprattutto nei momenti difficili.

Grazie all’agire con mitezza è possibile gestire la relazione ed il confronto mantenendosi in un contesto di pace … laddove la pace non è un concetto contrapposto alla guerra, ma uno stile del quotidiano che dice il mio modo di relazionarmi con l’altro.

Saper gestire in modo pacifico le relazioni, essere creatori di pace.

Il mite non è una persona remissiva o rassegnata, la più silenziosa delle altre perché non ha niente da dire, non è l’elemento passivo, debole di carattere o “sfigato”, ma è colui che incarna la virtù dei forti che frère Roger Schutz definiva la “violenza dei pacifici”.

Da maestro dei novizi mi sono interrogato spesso rispetto allo stile del relazionarsi con l’altro osservando le novizie ed i novizi che mi sono stati affidati.

In questo periodo, caratterizzato da pandemia e ultimamente da eventi bellici, ancor di più.

Mi sono chiesto come si pongono nelle relazioni tra di loro, nelle relazioni amicali, in quelle famigliari …. con quale obiettivo, con quale disponibilità all’accoglienza e all’ascolto, con quale stile.

Mi sono anche chiesto come si pongono nelle relazioni che caratterizzano il grande mondo dei social …. con quale autenticità, con quanta responsabilità, ponendosi o meno in modo coerente.

Spazi di felicità

Mi sono chiesto quanto nelle nostre realtà associative si vivano situazioni di serenità e di felicità e quanto ci si adoperi perché ogni realtà ed ogni evento sia spazio vero di impegno e di felicità.

Credo nella forza della comunità capace di incarnare esperienze di pace; credo nella fatica del cammino che insegna la pazienza dell’attendere … attendere di arrivare con fatica da qualche parte, ma anche attendere che la verità si riveli.

In un tempo che evidentemente non è tempo di pace, che spesso e per molti non è nemmeno tempo di felicità, credo che il nostro agire educativo (e associativo) debba essere orientato con determinazione a ciò che è veramente “essenziale”.

Riconoscendo nel desiderio di vivere in modo felice, gioioso, il vero obiettivo della nostra vita, ed il vero orizzonte educativo verso il quale siamo chiamati a servire come educatori, ritrovo nell’atteggiamento del mite il giusto modo di porsi di fronte alle diverse occasioni che la vita e la terra ci propongono.

Educare alla mitezza significa aiutare tutti coloro coi quali percorriamo i sentieri della vita (specialmente coloro che sono a noi affidati) ad essere persone responsabili e  “forti”, orientate alla felicità durevole ed in grado, come dice il testo evangelico, di ereditare la terra che è la terra dei viventi, che detto in altro modo corrisponde alla possibilità di vivere il tempo che ci è dato come persone felici.

La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, non solo di grandi cose.

Succedono ogni giorno, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile che l’anima respira e grazie alla quale vive. (Banana Yoshimoto da “Un viaggio chiamato vita”).

  Da Diego Zanotti in Rs-Servire

domenica 21 gennaio 2018

GIOVANI ABBIATE FIDUCIA. NON PERDETE LA SPERANZA!

" Cari giovani, sono contento di poter stare con voi. Questi incontri per me sono molto importanti e ancora di più in questo anno nel quale ci prepariamo per il Sinodo sui giovani. I vostri volti, le vostre aspirazioni, la vostra vita sono importanti per la Chiesa e dobbiamo dare ad essi l’importanza che meritano e avere il coraggio che hanno avuto tanti giovani di questa terra che non hanno avuto paura di amare e spendere la propria vita per Gesù. ........
.... Avere fiducia nel Signore che lo amava. E sapete perché? Perché il Signore per primo aveva avuto fiducia in lui; come ha fiducia in ognuno di voi, e non si stancherà mai di avere fiducia. Ad ognuno di noi il Signore affida qualcosa, e la risposta è avere fiducia in Lui. Ognuno di voi pensi adesso, nel proprio cuore: che cosa mi ha affidato il Signore? Che cosa mi ha affidato il Signore?            
     Ognuno pensi… Che cosa ho nel mio cuore che mi ha affidato il Signore?
Potrete dirmi: ma ci sono delle volte in cui diventa molto difficile. Vi capisco. In quei momenti possono venire pensieri negativi, sentire che ci sono tante situazioni che ci vengono addosso e sembra che noi rimaniamo “fuori dai mondiali”; sembra che ci stanno vincendo. Ma non è così, anche nei momenti in cui ormai ci arriva l’eliminazione, continuare ad avere fiducia.
         Ci sono momenti in cui potete pensare che rimarrete senza poter realizzare i desideri della vostra vita, i vostri sogni. Tutti attraversiamo situazioni così. In quei momenti, quando sembra che si spenga la fede, non dimenticatevi che Gesù è accanto a voi. Non datevi per vinti, non perdete la speranza! Non dimenticatevi dei santi che dal cielo ci accompagnano; rivolgetevi a loro, pregate e non stancatevi di chiedere la loro intercessione. Sono i santi di ieri ma anche di oggi: questa terra ne ha molti, perché è una terra “colmata di santità”. Il Perù è una terra “colmata di santità”. Cercate l’aiuto e il consiglio di persone che voi sapete sono buone per consigliarvi, perché i loro volti esprimono gioia e pace. Fatevi accompagnare da loro e così andate avanti nel cammino della vita.
Ma c’è un’altra cosa: Gesù vuole vedervi in movimento; vuole vederti portare avanti i tuoi ideali, e che ti decidi a seguire le sue istruzioni. Lui vi condurrà sulla via delle beatitudini, una via per niente facile ma appassionante, è una via che non si può percorrere da soli, bisogna percorrerla in gruppo, dove ciascuno può collaborare dando il meglio di sé. Gesù conta su di te come fece tanto tempo fa con Santa Rosa da Lima, San Toribio, San Giovanni Macías, San Francesco Solano e tanti altri. E oggi domanda a te se, come a loro: sei disposto, sei disposta a seguirlo?  Oggi, domani, sei disposto, sei disposta a seguirlo? E tra una settimana? Non esserne così sicuro, non esserne così sicura. Guardate, se volete essere disposti a seguirlo, chiedeteGli di prepararvi il cuore per essere disposti a seguirlo. E’ chiaro? [rispondono: sì!]
           Cari amici, il Signore vi guarda con speranza, non si scoraggia mai riguardo a noi. Forse a noi succede che ci scoraggiamo di un amico, di un’amica, perché ci sembrava bravo e poi invece abbiamo visto che non era così bravo, ci scoraggiamo e lo lasciamo da parte. Gesù non si scoraggia mai, mai. “Padre, ma se Lei sapesse le cose che io faccio…, dico una cosa e ne faccio un’altra, la mia vita non è del tutto pulita…”. Ma nonostante tutto, Gesù non si scoraggia nei vostri confronti. E adesso facciamo un po’ di silenzio. Ognuno guardi nel proprio cuore, com’è la sua vita. La guardi nel cuore. E troverai che in certi momenti ci sono cose buone, in altri ci sono cose che non sono tanto buone, e nonostante tutto Gesù non si scoraggia nei vostri confronti. E nel tuo cuore digli: “Grazie, Gesù, grazie perché sei venuto per accompagnarmi anche quando ero in una brutta situazione. Grazie, Gesù”. Lo diciamo tutti insieme: Grazie, Gesù. [ripetono: “Grazie, Gesù”].
          E’ molto bello vedere le foto ritoccate digitalmente, ma questo serve solo per le foto, non possiamo fare il “fotoshop” agli altri, alla realtà, a noi stessi. I filtri colorati e l’alta definizione vanno bene solo nei video, ma non possiamo mai applicarli agli amici. Ci sono foto che sono molto belle, ma sono tutte truccate, e lasciate che vi dica che il cuore non si può “fotoshoppare”, perché è lì che si gioca l’amore vero, è lì che si gioca la felicità, è lì che mostri quello che sei: com’è il tuo cuore?
Gesù non vuole che ti “trucchino” il cuore, Lui ti ama così come sei e ha un sogno da realizzare con ognuno di voi. Non dimenticatelo, Lui non si scoraggia riguardo a noi. E se voi vi scoraggiate vi invito a prendere la Bibbia, e leggendo ricordare gli amici che Gesù ha scelto, che Dio ha scelto. Mosè era balbuziente; Abramo, un vecchio; Geremia era molto giovane; Zaccheo, uno piccoletto; i discepoli, quando Gesù diceva loro di pregare si addormentavano; la Maddalena, una pubblica peccatrice; Paolo, un persecutore di cristiani; e Pietro, lo rinnegò…, poi è stato fatto Papa, ma lo rinnegò… E così potremmo continuare questo elenco. Gesù ti vuole bene così come sei, come ha voluto bene a questi suoi amici così com’erano, con i loro difetti, con la voglia di correggersi, ma così come sei, così ti ama il Signore. Non ti devi truccare, non truccarti il cuore, ma mostrati davanti a Gesù come sei perché Lui ti possa aiutare a progredire nella vita.
           Quando Gesù ci guarda, non pensa a quanto siamo perfetti, ma a tutto l’amore che abbiamo nel cuore da offrire e per seguire Lui. Per Lui, quella è la cosa importante, la cosa più grande: quanto amore ho io nel mio cuore? E questa domanda voglio che la facciamo anche a nostra Madre: “Madre, amata Vergine Maria, guarda l’amore che ho nel cuore. E’ poco? E’ tanto? Non so se è amore”. E siate sicuri che Lei vi accompagnerà in ogni momento della vita, in tutti gli incroci delle vostre strade, specialmente quando dovrete prendere decisioni importanti. 
       Non scoraggiatevi, non scoraggiatevi! Andate avanti, tutti insieme! Perché la vita vale la pena di essere vissuta a fronte alta. E che Dio vi benedica!