martedì 2 giugno 2026

IL PAPA AGLI SCOUT

SE PIACE A DIO, PER SEMPRE



Cari fratelli e sorelle, buongiorno e benvenuti!

Se piace a Dio, per sempre!”. È questo il motto che avete scelto per il cinquantesimo anniversario della vostra Associazione. Poiché ho il piacere di incontrarvi pochi giorni dopo la solennità di Pentecoste, che letteralmente significa “cinquantesimo”, vi auguro che questa felice ricorrenza sia per voi come una nuova Pentecoste. Lo Spirito Santo scenda su ciascuno di voi, come ha fatto con gli Apostoli riuniti nel cenacolo (cfr At 2,1). Il libro degli Atti degli Apostoli ci ricorda che il dono dello Spirito infiamma la vita, apre alla missione e crea intesa tra lingue diverse (cfr At 2,4): infatti il dono di Cristo risorto ci aiuta a trovare modi sempre nuovi di testimoniare la bellezza della fede. Questo annuncio di salvezza è carico di speranza e ci incoraggia ad agire rettamente in ogni scelta di vita, in ogni nostra opera.

In questi cinquant’anni, l’Associazione Italiana Guide e Scouts d’Europa Cattolici ha consolidato uno specifico stile educativo per declinare la testimonianza della fede. Utilizzando gli strumenti elaborati secondo l’intuizione di Baden-Powell, voi accompagnate ragazzi e ragazze all’incontro con Gesù, Maestro di vita buona, Amico fedele, Guida giusta e forte per il nostro cammino.

La vita all’aria aperta, il contatto con la natura sono dimensioni imprescindibili delle vostre attività, che parlano della bontà di Dio attraverso le tracce che il Creatore stesso ha lasciato nella creazione.

Al libro della natura unite con saggezza la Parola di Dio, che custodisce il senso della storia e ci sostiene quando il sentiero della vita ci mette alla prova. Come a una sorgente d’acqua fresca, vi invito ad attingere alle Sacre Scritture per illuminare e sostenere le vostre esperienze di crescita umana e spirituale, sia nella dimensione personale sia in quella comunitaria. Come diceva Papa Francesco, «vi invito a tenere sempre con voi, come vostro navigatore, il Vangelo – vera mappa della vita – e ad aprirlo ogni giorno» (Discorso all’Unione Internazionale Guide e Scouts d’Europa, 3 agosto 2019).

Cari capi-scout, il Vangelo è ben più di un libro: è la persona stessa di Cristo, buona notizia per un’umanità confusa, illusa, delusa da molti mali. Egli sazia la nostra sete di giustizia e di verità e ci infonde il coraggio di perseverare nel bene e di metterci a servizio del prossimo, in prima persona. Di quest’impegno siete testimoni per i ragazzi a voi affidati: la coerenza della vostra vita e la maturità delle vostre scelte sono ai loro occhi un esempio molto importante che li aiuta a crescere. Insieme a loro, vivete dunque la bellezza della fede nei gesti quotidiani e nella preghiera condivisa, nei Sacramenti e nel discernimento della vocazione di ciascuno: rispondete con generosità all’appello di Cristo, che vi invita a salire in cima, a prendere il largo, a percorrere insieme il sentiero della virtù.

I sacerdoti vostri Assistenti sono garanzia del legame tra la Chiesa e la vostra Associazione: vivono il ministero sacerdotale al servizio dei ragazzi e della vostra azione di capi, condividendo con voi la responsabilità dell’azione educativa e della crescita spirituale dei giovani.

Il metodo scout mette al centro la persona, curandone tutti gli aspetti relazionali e la ricchezza umana. La scelta pedagogica della vostra Associazione si esprime, al riguardo, nell’educare in distinte sezioni maschili e femminili, per dedicare ai ragazzi e alle ragazze un’attenzione specifica. Esplorare in questo modo le caratteristiche fondanti dell’essere donna e dell’essere uomo è una dinamica propedeutica all’incontro autentico e consapevole con l’altro, che può favorire la reciproca maturazione. La formazione di buoni cristiani e buoni cittadini rappresenta il fine del metodo scout, realizzato attraverso l’intesa pedagogica dei capi con ogni ragazza e ragazzo nelle varie tappe del percorso.

In questa fase storica così complessa, apprezzo anche la vostra scelta di coltivare come associazione la dimensione dell’europeismo, non a livello politico, ma culturale, rinnovando l’impegno a costruire un’Europa dei popoli, non solo degli affari, unita dai più alti valori dell’umanesimo cristiano.

A tal fine, il servizio è il punto che unifica tutti gli elementi del metodo di Baden-Powell: è il cuore del suo pensiero educativo. Servire significa mettere le proprie capacità e il proprio tempo a disposizione degli altri, in piena gratuità, senza aspettarsi nulla in cambio. Attraverso il servizio si sviluppano altruismo, solidarietà, attenzione verso il prossimo e senso di responsabilità sociale. Vissuto nella fede, il servizio ci libera dalla tendenza a essere centrati su noi stessi, indifferenti e chiusi, aprendoci all’esperienza della comunità e al senso della responsabilità: dalle piccole cose fatte bene fino alla cura vicendevole. L’avventura dello scoutismo aiuta a scoprire come la nostra umanità viene illuminata e coinvolta dall’opera di Dio, vero educatore di tutti noi.

Cari scout e care guide, mentre vi incoraggio a continuare con gioia e impegno le attività della vostra Associazione, prego che lo Spirito Santo moltiplichi tra voi i suoi doni, affinché sappiate parlare e diffondere il linguaggio della carità, dell’accoglienza e della pace. Vi affido alla guida materna di Maria Santissima e di cuore imparto su voi tutti e sui vostri cari la Benedizione Apostolica. 

www.vatican.va

 

domenica 18 gennaio 2026

MARIO CAVALIERE DELLA REPUBBLICA


 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA HA NOMINATO MARIO RESTUCCIA CAVALIERE DELLA REPUBBLICA.

A Mario che per molti anni ha donato il suo generoso e competente impegno alla Massariotta, i nostri fraterni  auguri.


Sono un ingegnere originario di Caltanissetta, cresciuto e formato dall’età di 10 anni nello scoutismo, dove ho imparato il valore del servizio, della comunità e della responsabilità verso gli altri. Principi che sono rimasti il filo conduttore di tutta la mia vita personale e professionale, sempre aperto e disponibile all’ascolto di chi ha bisogno di un confronto.

Dall’età di 14 anni ho scoperto la bellezza della condivisione attraverso i campi di specializzazione e, in modo particolare, grazie alla base scout “La Massariotta”, dove ho anche prestato servizio per diversi anni e ho incontrato fratelli e sorelle capaci di trasmettere un entusiasmo sano e uno scambio autenticamente gratuito, con amicizie che ancora oggi restano forti.

Tutte queste emozioni le ho potute condividere con Eleonora Florence che, dal 1989, cammina al mio fianco in un percorso di vita che in questo 2026 raggiunge il traguardo dei 30 anni di matrimonio, insieme alle nostre figlie che portano quotidianamente quella freschezza necessaria a rinnovarsi.

Trasferitomi a Reggio Emilia, ho continuato a mettere a frutto questo bagaglio umano sia nel lavoro, con oltre trent’anni di esperienza in TIM, sia nel volontariato: prima nello scoutismo e poi, anche grazie alla spinta di Eleonora, con rinnovato entusiasmo nella Croce Rossa Italiana, fino a diventare presidente del Comitato di Reggio Emilia nel 2020, ruolo nel quale sono stato riconfermato, guidando il Comitato in anni particolarmente intensi per la comunità.

Il mio percorso di servizio, radicato nello spirito scout e consolidato nell’azione quotidiana accanto alle persone più fragili, ha trovato un riconoscimento gradito quanto inatteso con la nomina a Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Onorificenza che vivo come un attestato di fiducia verso il mio impegno e che dedico in primis alla mia famiglia, che mi è sempre stata vicina, mi ha supportato e alle volte anche sopportato e, a tutte le persone con cui condivido il valore del bene comune.


venerdì 16 gennaio 2026

QUELLI DELLA STRADA

 

Nasciamo e viviamo come viandanti di un lungo pellegrinaggio verso la meta indicata dal Signore​.

 


 di Enzo Bianchi 

 

Ci sono parole di Gesù non registrate nei Vangeli ma testimoniate dai padri della chiesa che anche oggi dagli esegeti sono ritenute autentiche, parole proferite da Gesù, parole come frecce che se accolte lasciano il segno. Una di queste parole di Gesù risuona così: “Siate viandanti!”. 

 Ai suoi discepoli, trascinati dietro a lui senza avere una casa né dove posare il capo, Gesù ricorda, oserei dire legifera: “Siate viandanti!”, cioè siate sempre nomadipellegrini, e di conseguenza siate stranieri, forestieri, passanti…

E non a caso i primi cristiani furono chiamati “quelli della strada”. 

 Spiritualmente i cristiani devono tutti essere figli del padre dei credenti, nostro padre Abramo, il quale restò tutta la vita un viandante, un forestiero alla ricerca di una terra che Dio gli avrebbe mostrato ma che sia al momento della chiamata sia durante tutto quel viaggio gli ha sempre oscurato. Camminare e riprendere a camminare per nuovi cammini è la vocazione dei cristiani: camminare nella speranza, nella convinzione di dirigersi verso la meta indicata dal Signore, ma senza certezze cercando di vedere le realtà invisibili che sono le promesse del Signore. 

 Siamo viandanti chiamati a fare un po’ di strada con altri: ci uniamo agli altri venendo al mondo, dobbiamo camminare con gli altri se vogliamo compiere l’opera a noi assegnata e poi ce ne andiamo perché anche il nostro cammino finisce.

Ma il viandante mentre cammina deve anche cantare: non a caso Agostino di Ippona invita a cantare l’Alleluia, il canto dei pellegrini che vanno verso Gerusalemme.

Così uniamo il nostro Alleluia a quello che si canta in cielo in una vera lode cosmica fatta da creature che passano, viandanti e pellegrini che cantano: Cantiamo come viandanti, e tu canta e cammina! La strada verso il Regno è sempre nuova, è strada di vita!  

 Famiglia Cristiana -