domenica 2 agosto 2026

LA MIA META E' L'ORIZZONTE

 UN CAMMINO DI SANTITA'

Questa non è solo una biografia, ma un viaggio profondo nell’anima di un giovane che ha saputo vivere l’ordinario in modo straordinario. Attraverso testimonianze, scatti fotografici e una ricca selezione dei suoi scritti e delle sue poesie, il volume ripercorre i 19 anni di vita del Servo di Dio Mario Giuseppe Restivo (1963-1982). 
Scout, poeta e testimone credibile, la sua vita è un inno alla gioia.
 A soli 19 anni, verso Taizé, la sua corsa si è compiuta, ma la sua luce brilla ancora. 
Il libro narra la storia di un giovane che ha avuto il coraggio di «uccidere le maschere» per il suo Dio. 
Un’anima libera che oggi indica sentieri di speranza a ogni cercatore profondo dell’Infinito. 
Lasciati contagiare da questa luminosa santità quotidiana: scopri Mario, il ragazzo che guardava oltre.




L'EREDITA' DI BADEN POWELL

Robert Baden Powell in uniform of the South African Constabulary Wikicommons 

 

IL MOVIMENTO SCOUT

NEEL CORSO 

DI UN SECOLO



  • di Davide Imeneo

Ai Overview: Nell’agosto del 1907, l’ex ufficiale britannico Robert Baden-Powell organizzò il primo raduno scout sull’isola di Brownsea, riunendo venti ragazzi di diversa estrazione sociale. Nel corso dei decenni, il progetto educativo si è ampliato su scala globale, strutturandosi anche in ambito cattolico grazie all’opera di figure come il gesuita francese Jacques Sevin. In Italia, le attività subirono la soppressione durante il fascismo, ma proseguirono clandestinamente attraverso l’opera delle Aquile Randagie, che contribuirono anche al salvataggio di numerosi perseguitati politici. Attualmente, il movimento conta oltre cinquanta milioni di iscritti nel mondo, e recenti indagini demoscopiche evidenziano una correlazione tra la partecipazione alle attività scoutistiche e un maggiore impegno civico nell’età adulta.

Il primo campo sperimentale a Brownsea

Il 1° agosto 1907, su un’isoletta nel porto di Poole, nel Dorset, un ex ufficiale dell’esercito britannico soffiò in un corno d’antilope kudu catturato in Africa, era Robert Baden-Powell, e quel suono chiamò a raccolta venti ragazzi tra i dieci e i sedici anni per un campo sperimentale di otto giorni sull’isola di Brownsea, undici di loro venivano dalle scuole d’élite di Eton e Harrow, dieci dalla Boys’ Brigade di Bournemouth e Poole. La quota di partecipazione era calibrata sui mezzi delle famiglie: una sterlina per i figli dei benestanti, tre scellini e sei pence per gli altri. Nell’Inghilterra edoardiana, rigidamente classista, farli dormire sotto la stessa tenda era un gesto in controtendenza.

I ragazzi furono divisi in quattro pattuglie, Lupi, Tori, Chiurli e Corvi. Si alzavano alle sei, pregavano, facevano colazione alle otto, poi si cimentavano in tecniche di osservazione, orientamento, primo soccorso, cucina da campo. La sera, attorno al fuoco, Baden-Powell raccontava le sue esperienze africane e intonava il canto zulu Ingonyama.

Lo sviluppo dello scoutismo cattolico

La giornata di Brownsea si apriva e si chiudeva con la preghiera, Baden-Powell stesso, in un discorso del 1926, rispose così a chi gli chiedeva che cosa c’entrasse la religione con il suo movimento: «La religione non ha bisogno di “entrarci”, perché è già dentro!»…papa Francesco citò queste parole incontrando l’AGESCI in piazza San Pietro nel giugno 2015.

Fu un gesuita francese, Jacques Sevin, a dare forma compiuta all’incontro tra metodo scout e fede cattolica, quando conobbe Baden-Powell nel 1913, ne colse l’intuizione pedagogica e nel 1920 fondò gli Scouts de France, rileggendo Legge e Promessa in chiave evangelica. Al primo Jamboree mondiale, insieme al conte romano Mario di Carpegna, diede vita al Segretariato mondiale dello scautismo cattolico. Benedetto XVI lo dichiarò Venerabile nel 2012 e il 13 dicembre 2025, nella basilica di Notre-Dame a Parigi, sono stati beatificati cinquanta cattolici francesi uccisi tra il 1944 e il 1945 in odio alla fede: tra loro diversi giovani degli Scouts de France, arrestati per la loro attività cattolica e morti nei campi di concentramento.

Gli anni della clandestinità in Italia

In Italia lo scoutismo cattolico nacque nel 1916 con l’ASCI, quando il fascismo lo soppresse, nel 1928, un pugno di ragazzi a Milano e Monza rifiutò di piegarsi. Le Aquile Randagie, guidate da Giulio Cesare Uccellini e don Andrea Ghetti, mantennero viva l’attività clandestina per diciassette anni, così dopo l’8 settembre 1943 fondarono l’OSCAR, che portò in salvo in Svizzera oltre duemila perseguitati, tra cui Indro Montanelli. Monsignor Montini, futuro Paolo VI, aveva esortato Ghetti a conservare il metodo e lo spirito dello scoutismo nella prospettiva di un futuro libero.

La rilevanza sociale del movimento oggi

Oggi il movimento conta oltre cinquanta milioni di iscritti in 176 paesi, si pensi che in Italia l’AGESCI riunisce 183.000 soci, di cui 150.000 ragazzi. Uno studio pubblicato nel giugno 2026 da Scouting America su oltre tremila adulti ha riscontrato che chi ha completato il percorso scout riporta livelli assai più bassi di solitudine e più alti di impegno civico rispetto ai coetanei. La scommessa di Brownsea conserva una sua ostinata attualità: mettere insieme ragazzi diversi, farli dormire sotto le stelle, insegnare loro a servire gli altri…e pregare, al mattino e alla sera.

Avvenire della Calabria