domenica 2 agosto 2026
LA MIA META E' L'ORIZZONTE
L'EREDITA' DI BADEN POWELL
IL MOVIMENTO SCOUT
NEEL CORSO
DI UN SECOLO
- di Davide Imeneo
Ai Overview: Nell’agosto
del 1907, l’ex ufficiale britannico Robert Baden-Powell organizzò il primo
raduno scout sull’isola di Brownsea, riunendo venti ragazzi di diversa
estrazione sociale. Nel corso dei decenni, il progetto educativo si è ampliato
su scala globale, strutturandosi anche in ambito cattolico grazie all’opera di
figure come il gesuita francese Jacques Sevin. In Italia, le attività subirono
la soppressione durante il fascismo, ma proseguirono clandestinamente
attraverso l’opera delle Aquile Randagie, che contribuirono anche al
salvataggio di numerosi perseguitati politici. Attualmente, il movimento conta
oltre cinquanta milioni di iscritti nel mondo, e recenti indagini demoscopiche
evidenziano una correlazione tra la partecipazione alle attività scoutistiche e
un maggiore impegno civico nell’età adulta.
Il primo campo
sperimentale a Brownsea
Il 1° agosto 1907, su
un’isoletta nel porto di Poole, nel Dorset, un ex ufficiale dell’esercito
britannico soffiò in un corno d’antilope kudu catturato in Africa, era Robert
Baden-Powell, e quel suono chiamò a raccolta venti ragazzi tra i dieci e i
sedici anni per un campo sperimentale di otto giorni sull’isola di Brownsea,
undici di loro venivano dalle scuole d’élite di Eton e Harrow, dieci dalla
Boys’ Brigade di Bournemouth e Poole. La quota di partecipazione era calibrata
sui mezzi delle famiglie: una sterlina per i figli dei benestanti, tre scellini
e sei pence per gli altri. Nell’Inghilterra edoardiana, rigidamente classista,
farli dormire sotto la stessa tenda era un gesto in controtendenza.
I ragazzi furono divisi
in quattro pattuglie, Lupi, Tori, Chiurli e Corvi. Si alzavano alle sei,
pregavano, facevano colazione alle otto, poi si cimentavano in tecniche di
osservazione, orientamento, primo soccorso, cucina da campo. La sera, attorno
al fuoco, Baden-Powell raccontava le sue esperienze africane e intonava il
canto zulu Ingonyama.
Lo sviluppo dello
scoutismo cattolico
La giornata di Brownsea
si apriva e si chiudeva con la preghiera, Baden-Powell stesso, in un discorso
del 1926, rispose così a chi gli chiedeva che cosa c’entrasse la religione con
il suo movimento: «La religione non ha bisogno di “entrarci”, perché è già
dentro!»…papa Francesco citò queste parole incontrando l’AGESCI in piazza San
Pietro nel giugno 2015.
Fu un gesuita francese,
Jacques Sevin, a dare forma compiuta all’incontro tra metodo scout e fede
cattolica, quando conobbe Baden-Powell nel 1913, ne colse l’intuizione
pedagogica e nel 1920 fondò gli Scouts de France, rileggendo Legge e Promessa
in chiave evangelica. Al primo Jamboree mondiale, insieme al conte romano Mario
di Carpegna, diede vita al Segretariato mondiale dello scautismo cattolico.
Benedetto XVI lo dichiarò Venerabile nel 2012 e il 13 dicembre 2025, nella
basilica di Notre-Dame a Parigi, sono stati beatificati cinquanta cattolici
francesi uccisi tra il 1944 e il 1945 in odio alla fede: tra loro diversi
giovani degli Scouts de France, arrestati per la loro attività cattolica e
morti nei campi di concentramento.
Gli anni della
clandestinità in Italia
In Italia lo scoutismo
cattolico nacque nel 1916 con l’ASCI, quando il fascismo lo soppresse, nel
1928, un pugno di ragazzi a Milano e Monza rifiutò di piegarsi. Le Aquile
Randagie, guidate da Giulio Cesare Uccellini e don Andrea Ghetti, mantennero
viva l’attività clandestina per diciassette anni, così dopo l’8 settembre 1943
fondarono l’OSCAR, che portò in salvo in Svizzera oltre duemila perseguitati,
tra cui Indro Montanelli. Monsignor Montini, futuro Paolo VI, aveva esortato
Ghetti a conservare il metodo e lo spirito dello scoutismo nella prospettiva di
un futuro libero.
La rilevanza sociale del
movimento oggi
Oggi il movimento conta
oltre cinquanta milioni di iscritti in 176 paesi, si pensi che in Italia
l’AGESCI riunisce 183.000 soci, di cui 150.000 ragazzi. Uno studio pubblicato
nel giugno 2026 da Scouting America su oltre tremila adulti ha riscontrato che chi
ha completato il percorso scout riporta livelli assai più bassi di solitudine e
più alti di impegno civico rispetto ai coetanei. La scommessa di Brownsea
conserva una sua ostinata attualità: mettere insieme ragazzi diversi, farli
dormire sotto le stelle, insegnare loro a servire gli altri…e pregare, al
mattino e alla sera.